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Silvio fra le rovine

SCIACALLONI

 

La proposta di Berlusconi di istituire uno specifico reato di “sciacallaggio”, per il quale prevedere sanzioni certe e rigorose, è di quelle fatte per suscitare un vasto e pressoché unanime consenso. Come non provare un vero e proprio senso di repulsione per coloro che, approfittando di una disgrazia collettiva come può essere un terremoto, violano le case di coloro che più direttamente e gravemente ne sono colpiti e fanno man bassa dei loro poveri beni rimasti forzatamente incustoditi?

La proposta è stata fatta dal presidente del Consiglio durante una delle sue frequenti visite all’area terremotata, dinanzi alle telecamere di tutte le tv nazionali ed estere, mentre qualcuno si premurava di rammentare che, in guerra, lo sciacallaggio è punito con la fucilazione immediata. E bravo il Berlusca! Non ne sbaglia una: come mago della comunicazione è davvero imbattibile. Peccato che, nelle sue esternazioni a mitraglia, spesso la comunicazione faccia premio su qualsivoglia sensatezza (e decenza) della cosa comunicata.

Andiamo con ordine:

  1. sembra che gli episodi di sciacallaggio, almeno nei primi giorni (e a detta dei responsabili locali delle forze dell’ordine), siano stati più temuti che reali;
  2. la presenza in loco, praticamente tutti i giorni, del capo del Governo e di una nutrita pattuglia di ministri e sottosegretari, tutti intenti a “esternare” a microfoni unificati, ha di certo frapposto più ostacoli reali all’opera di soccorso di quanto non possano aver fatto danno i paventati “sciacalli”;
  3. il presidente del Consiglio, calzato il casco d’ordinanza e atteggiato il viso alla più obbligata delle compunzioni, non si è lasciato sfuggire l’occasione per lanciare una sua inedita “campagna sismica” in vista delle elezioni europee: la sua prima preoccupazione è stata quella di annunciare che il numero dei soccorritori mobilitati avrebbe senz’altro stabilito “un vero record”; e ha tenuto a specificare che la Protezione Civile dipende direttamente dalla presidenza del Consiglio, cioè proprio da lui medesimo in persona (chiaro?);
  4. infine – almeno alla data odierna – ha infilato una serie di gaffe di quelle con cui suole infarcire (c’è chi sostiene lo faccia ad arte) la sua presenza pubblica; ecco le principali:
    1. come si fa di solito in occasione di simili calamità, una parte degli sfollati è ospitata negli alberghi costieri; e lui, rivolto ai bambini: “allegri, ragazzi, che si va al mare”;
    2. una parte degli sfollati trova rifugio nelle tendopoli; e lui: “beh, prendetela come un bel weekend in campeggio”.

Mi ero sbagliato e correggo doverosamente ciò che ho scritto poco sopra: atti di sciacallaggio ce ne sono stati fin dal primo giorno. Oh, se ce ne sono stati!

                                                                              Stefano Sacconi

   Roma, 9 aprile 2009

 





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