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Home » Giornale di bordo » All'attenzione dei no-TAV »
All'attenzione dei no-TAV

Cari no-TAV della Val di Susa e di qualunque altra parte del Bel Paese, permettetemi di consigliarvi un sito Web cui dare un’occhiata : quello del movimento britannico Plane Stupid.

Ricordo che una trentina di anni or sono chiunque si recasse per lavoro da Roma a Bologna o viceversa prendeva l’aereo. Poi è stata completata la tratta veloce Roma-Firenze e il treno ha cominciato a diventare competitivo con l’aereo. Più recentemente i tempi si sono ulteriormente accorciati. E così, da qualche anno, quasi nessuno, per andare da Roma a Bologna o viceversa, preferisce l’aereo.

Anche per il percorso Roma-Milano molti cominciano a preferire il treno (e non il vagone-letto, che già prima poteva costituire una discreta alternativa per soggiorni non brevissimi, ma proprio il viaggio diurno, col quale ormai puoi anche andare e tornare in giornata). Quando l’intero percorso sarà classificabile come linea TAV, l’aereo diverrà una scelta di pochi, non particolarmente acuti di mente (o che devono spostarsi semplicemente su e giù tra la cittadina marittima di Fiumicino e quella padana di Linate). Allora, invece che decine di voli al giorno tra Linate e Fiumicino, ne basteranno due o tre in ciascun senso. L’ambiente se ne gioverà o no? Oggi, del resto, con la linea TAV un napoletano può recarsi a Roma anche solo per cenare con la coda alla vaccinara, mentre un romano può comprare le sfogliatelle o la pastiera da Scaturchio a Napoli la domenica mattina e riportarle a casa in tempo per il pranzo coi parenti. E usando non l’elicottero personale, ma sempre la famosa TAV.

Non so quanta gente si sposti oggi in aereo tra Lione (o più semplicemente Torino) e Venezia. Comunque sia, se quella distanza fosse servita da una seria ferrovia TAV, la scelta del treno sarebbe anche qui un’alternativa valida all’aereo. Voi dite, ma per realizzare questa ferrovia superveloce (e/o, per le merci, supercapiente) a noi ci strapazzano un altro po’ la bella valle già abbastanza stuprata da TIR e altre invasioni barbariche. E’ vero, almeno per un po’ di tempo. Ma allora perché, invece di opporvi frontalmente (in un modo che, almeno visto da lontano, sembra alquanto egocentrico e irrazionalmente conservatore), non vi fate promotori di una proposta per conciliare per quanto possibile la costruzione della linea TAV con i vostri interessi valligiani di lungo periodo?

Per esempio, perché non pretendete che la futura ferrovia superveloce sia integralmente sostitutiva del trasporto merci su gomma (e anche di quella dei passeggeri, almeno per i lunghi percorsi) imponendo che i TIR (e magari le auto) di passaggio possano attraversare, domani, la vostra valle solo se caricati su idonei vagoni ferroviari?

Svizzeri e austriaci, stretti come sono fra area germanica e area mediterranea, si muovono da tempo più o meno in questa direzione, difendendo ostinatamente il loro ambiente. Se puntaste decisamente su obiettivi di tal genere, chiari e pienamente condivisibili, non pensate che potreste avere buone speranze di essere convintamene appoggiati da una vasta area culturale e politica che vede oggi nella vostra resistenza un’opposizione ottusamente localistica a un’innovazione vantaggiosa per l’insieme del Paese e, a ben vedere, anche per una seria salvaguarda dell’ambiente?

 
 
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