...i morti del Pentagono dell'11 settembre 2001? La domanda sembra legittima e per niente dietrologica se solo si considera un fatto: l'annuncio del macabro "sorpasso" del numero dei soldati statunitensi caduti in Iraq dal marzo 2003 su quello degli uccisi nell'attentato alle Twin Towers. Ma quel giorno, a quanto ci hanno raccontato le fonti "ufficiali", gli aerei dirottati dai terroristi di Al Qaeda erano più d'uno. E, di questi, tre riuscirono ad andare a bersaglio: i due destinati appunto alle Torri Gemelle di New York e l'altro schiantatosi sul Pentagono presso Washington demolendone un'intera ala. In quegli uffici del comando delle più potenti forze armate della storia, si disse, lavoravano alcune centinaia di persone, ovviamente travolte e uccise dal crollo. Ma allora, perché mai quei poveri morti non vengono doverosamente sommati a quelli orrendamente ammazzati nel World Trade Center? Segreto militare? Anche fosse, nessun segreto sarebbe violato da quella semplice somma. L'unica conseguenza sarebbe quella di procrastinare ancora per un po' (mica poi tanto, se Bush junior insiste) l'allegro sorpasso dei defunti. Ci sarebbe, in materia, tanto lavoro per il regista Michael Moore e per tutti i giornalisti d'inchiesta che finora (salvo distrazione di chi scrive) non hanno rilevato quel fatto forse troppo banale... A proposito: e i seicentomila e passa morti iracheni calcolati (un po' all'ingrosso, ma che ci volete fare?) non da Osama Bin Laden ma dalla rispettabile rivista britannica Lancet, che ne vogliamo dire? Che quelli non vanno paragonati con i caduti americani (rapporto 1 a 200) ma con i decessi causati da Saddam Hussein fra i suoi connazionali e vicini di casa (rapporto, sempre all'ingrosso, uno a uno) nel corso della sua brillante carriera sotto l'usbergo USA?
P.S. Quasi dimenticavo. Oltre ai due aerei piombati sulle Torri e a quello finito sul Pentagono, non ce n’era anche un quarto che, a quanto ci hanno raccontato con dovizia di particolari e il supporto anche di un film della serie “catastrofi”, sarebbe stato deviato grazie al tempestivo ed eroico intervento dei passeggeri e sarebbe quindi precipitato in una qualche località desertica del Midwest, salvando così da sicura distruzione un ulteriore bersaglio dei terroristi: magari – si è ipotizzato – nientemeno che la Casa Bianca? Neanche quei martiri della sicurezza dell’iperpotenza ferita meritano di essere conteggiati?